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Questo piccolo appartamento a Milano è la storia di un’amicizia e di un progetto creato su misura per la vita insieme di due sorelle
Disegni e forme geometriche rivoluzionano in chiave contemporanea gli spazi di questo appartamento dei primi ’900, firmato dalla progettista Valentina Ronzoni.
Nel soggiorno é stato mantenuto il pavimento in legno preesistente. Le librerie in metallo bianco sono di Kriptonite.
Un piccolo appartamento a Milano dalla grande personalità, studiato per la vita insieme di due sorelle.
Un impatto forte, eccezionale, immaginato, pensato e realizzato con scelte coraggiose: una decisione ispirata dalla progettista in sintonia con il carattere e il desiderio delle padrone di casa. Il decoro geometrico dalla forte ed evocativa simbologia coniuga contemporaneità e atmosfera vintage.
Nel progetto si é voluto enfatizzare il passaggio tra zona pranzo e soggiorno dandocorpo e spessore al portale con una mensola e dei montanti che lato soggiorno ospitano la libreria di Kriptonite.
Le sfide della ristrutturazione
Questa è una delle idee che hanno ispirato il progetto di ristrutturazione di un piccolo appartamento a Milano, situato al terzo piano di un edificio signorile dei primi del ’900. Esposto a nord-ovest, incastonato tra il cortile interno, su cui affacciano soggiorno e camere, e lo stretto cavedio dove si trovano l’ingresso e la nuova cucina, il progetto di ristrutturazione dei 75 mq di questo appartamento affronta e risolve diverse esigenze: la ricerca di luce naturale, i vincoli dati dagli spessi muri portanti, dalla diversità delle pavimentazioni e dalle decorazioni dei soffitti tra una stanza e l’altra.
Nel soggiorno é stato mantenuto il pavimento in legno preesistente. Le librerie in metallo bianco sono di Kriptonite.
Si dovevano adeguare i vecchi spazi alle esigenze delle nuove proprietarie, cercando soprattutto di rispettare l’esistente e di non snaturarne l’essenza. Le case milanesi di questa epoca, molto affascinanti per i dettagli costruttivi e i materiali preziosi, hanno un importante valore decorativo, ma mettono a dura prova i progetti che devono adattare desideri e nuove esigenze distributive senza sconvolgere l’atmosfera dell’epoca. Protagonista di questo progetto è l’architetto Valentina Ronzoni, legata da un’amicizia decennale alla padrona di casa.
Una gradita ospite della casa. Idda, il cane di Valentina Ronzoni, ha seguito sempre l’architetto in tutti i cantieri un’ottima consigliera! Ha seguito il cantiere di questa casa in tutte le sue fasi. Dal soggiorno si intravede la camera padronale.
Dettaglio del living, si scorge la porta della camera padronale.
Dettaglio della mensola del portale che mette in collegamento il living con la sala da pranzo.
Un progetto fondato sull’amicizia
«Il primo progetto che ho realizzato per lei è stato la realizzazione degli uffici della sua azienda in un villaggio tessile dei primi dell’Ottocento» – racconta l’architetto – «un lavoro affascinante e delicato, in cui abbiamo scoperto di avere una sensibilità estetica e gusti affini. I risultati ci entusiasmano ancora adesso».
All’ingresso della casa un tavolo ‘800 con sedie Thonet e una lampada a sospensione in ottone disegnata da Brass disegnata da Paola Navone per Gervasoni. L’ingresso è una vera e propria stanza, troppi metri quadri da dedicare alla sola funzione di filtro tra interno ed esterno. Uno spazio valorizzato anche da seminato a terra, che era in ottime condizioni ed é stato solo lucidato, in cui tutte le pareti sono impegnate da porte, passaggi o finestre, quindi inutilizzabili. La sua bella pianta quadrata si presta al posizionamento di un tavolo al centro, valorizzandolo. In questo modo la stanza centrale é stata dedicata alla sola zona living. «Dovendo rinunciare a un ingresso vero e proprio per le ragioni dimensionali, ci è parso che entrare su un bel tavolo e una bella lampada fosse comunque accogliente sia esteticamente che emotivamente». Il servo muto anni ’50: «Una sera Laura passava in una via di Milano con la macchina e si è imbattuta in un cumulo di arredi a bordo strada, destinati alla raccolta dell’AMSA. La sua attenzione è stata catturata in particolare da quell’oggetto dal sapore antico e dalle linee precise ed eleganti. Così si è fermata, lo ha fotografato e mi ha inviato la foto per chiedermi cosa ne pensassi e se potesse funzionare nella casa che stavamo ultimando proprio in quei giorni. Io le ho risposto di prenderlo assolutamente, così dopo un piccolo intervento di restauro è entrato a far parte dell’arredamento».
Un rapporto di amicizia e di lavoro che è proseguito quando la famiglia ha acquistato un appartamento a Milano. «Una casa destinata alla mia amica Laura e a sua sorella. È stato spontaneo il desiderio di continuare a misurarci nel condividere oneri e onori». Si doveva rispondere alle esigenze delle due sorelle, che avrebbero condiviso questi spazi, ponendo grande attenzione nel mantenere zone di privacy separate e definite, senza snaturare l’appartamento con soluzioni troppo contemporanee.
Alla piccola cucina si accede dalla zona pranzo. É probabile che questa fosse la posizione originaria della cucina come era consuetudine nelle case di quest’epoca. Mobili disegnati dalla progettista e realizzati in rovere basi e secondo ordine di pensili in Phoenix bianco e piano in Phoenix nero. Pavimento, zoccolino e back della cucina in Mattonelle Margherita disegnate da Nathalie Du Pasquier per Mutina.
Un linguaggio divertente e contemporaneo
Si tratta di un classico appartamento dei primi del ’900, con vincoli di pianta legati alla volontà di mantenere i pavimenti originali e le cornici a soffitto almeno negli ambienti nobili. Parquet e seminato sono materiali preesistenti, conservati nella zona giorno e nelle camere, mentre bagni e cucina sono stati completamente rifatti.
Il piccolo corridoio che porta ad uno dei bagni.
«Quando ho proposto le Mattonelle Margherita di Mutina per questi ambienti da creare ex novo, l’idea è stata accolta con entusiasmo da Laura e da sua sorella, che hanno capito e condiviso la volontà di mettersi in dialogo con l’esistente attraverso un linguaggio divertente e contemporaneo, che mantiene una sua classicità».
La camera padronale. A sinistra una nicchia con mensole in rovere e a destra passaggio di pari altezza e larghezza che porta alla cabina armadio e al bagno dedicati. Pavimento in legno preesistente. Il letto é stato recuperata dalla casa precedente.
Un fuori programma
Una sorpresa alla fine dei lavori: entrambe le sorelle si sono fidanzate, così ora l’appartamento è vissuto da Laura con la sua nuova famiglia. Le stanze con pavimenti e soffitti originali sono rimaste pressoché invariate nella loro forma, ma la vecchia sala da pranzo, che si affacciava sull’ampio salotto centrale, è diventata una camera, a cui sono state dedicate una cabina armadio e un bagno ricavati dalla precedente cucina.
Un altro dettaglio della camera da letto padronale.
Una ristrutturazione antecedente aveva già sostituito i pavimenti e rimosso le decorazioni a soffitto della cucina, rendendola un ambiente sufficientemente anonimo per ospitare funzioni ausiliarie. Alla vecchia e spaziosa camera da letto si è deciso di aggiungere una partizione per ricavare una cabina armadio con accesso di fronte al bagno.
Bagno seconda camera. Pavimento, zoccolino e rivestimento doccia con Mattonelle Margherita. Mobile su disegno con piano in laminato nero e cassetti impiallacciati rovere, specchio su misura. Lavabo Nuda di Flaminia.
Il setto aggiunto adotta l’espediente di uno stacco/scuretto, che suggerisce la continuità del disegno oltre il muro stesso. Dal lungo bagno pre-esistente sono stati ricavati due piccoli bagni: uno, completo di doccia, con accesso dalla camera principale; l’altro, che si apre sull’ingresso/sala da pranzo attraverso un antibagno con funzione di guardaroba.
Dettaglio del bagno della seconda camera. Nicchia per prodotti doccia nel sotto finestra. Tutto Mattonelle Margherita.
Dettaglio nicchia.
La cucina è stata riportata nella sua probabile posizione originaria, ovvero quel piccolo locale appendice dell’ingresso. I pavimenti esistenti che sono stati conservati sono due classici dell’edilizia milanese dell’epoca: un massello posato a spina di pesce con cornici perimetrali nel soggiorno e nelle camere; un seminato alla veneziana a pasta bianca con cornici perimetrali grigie e senape nell’ingresso.
Bagno ospiti-lavanderia. Pavimento Mattonelle Margherita, mobile su disegno in laminato nero con cassetto e interno impiallacciato rovere. Lavabo Nuda di Flaminia. Lampada Glo Ball di Flos.
La scelta che ha dato personalità agli spazi
Per completare pavimenti e rivestimenti di bagni e cucina è stata fatta una scelta forte: una linea di mattonelle ispirata alla grafica degli anni ’60, che reinterpreta i disegni in chiave pop contemporanea. Un "contrasto dialogante" con il contesto novecentesco e i suoi materiali tradizionali.
Dettaglio del pavimento del bagno, Mutina.
Dettaglio del bagno con candela Fornasetti.
Dettaglio del pavimento con mattonelle Mutina.
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