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L’hotel più iconico di Atene compie 150 anni, e festeggia alla “grande”
Dopo un secolo e mezzo, l’Hotel Grande Bretagne resta il più affascinante della capitale greca. Dove godersi la zoi glikia, la dolce vita ateniese.
Alessandra Pellegrino
La Royal Suite dell’Hotel Grande Bretagne. l’Hotel Grande Bretagne di Atene compie 150 anni. Imponenti chandelier in cristallo, tessuti in seta e broccati, tappeti e arredi degni di un museo. Nella Suite Royale, ma anche negli ambienti comuni come il ristorante, il bar affrescato, la hall con vetrate liberty, ogni elemento sembra rimasto sospeso in un tempo che è passato, ma più presente che mai. L’opulenza qui all’Hotel Grande Bretagne di Atene, è di casa. E lo è da ben 150 anni, tra queste stanze (90 in tutto) caratterizzate da pezzi di antiquariato restaurati ed eleganti bagni in marmo che vi catapulteranno in una macchina del tempo. Tra i corridoi dell’edificio del 1874 in pietra, marmo e legno, a pochi passi dal Palazzo Presidenziale scelto da Re Ottone, si respira ancora il fascino della Gilded Age. Mentre sorseggiate un cocktail al bancone dell’Alexander Bar (anche quello in marmo, con l’arazzo di Alessandro Magno a farvi compagnia) o sul rooftop vista Acropoli di questa icona dorata appena restaurato, capirete che è totalmente impermeabile alle mode passeggere. E per fortuna.
Colonne ioniche, dettagli architettonici intagliati a mano con cura, la lucentezza delle foglie d’oro e una serie di raffinati oggetti d’antiquariato ricreano l’atmosfera e la grandezza dei migliori hotel europei del XIX secolo. Photo courtesy Hotel Grande Bretagne
Per tutto il 2024 lo storico albergo, (parte di a Luxury Collection Hotel), festeggia l’importante traguardo del secolo e mezzo in “grande” stile, appunto. Sin dalla sua nascita nel 1874, l’Hotel Grande Bretagne è stato un fiero ambasciatore dell’ospitalità greca, scrivendo una storia di eleganza senza tempo, di pari passo con l’evoluzione della città di Atene. Di fatti, eventi, rivolte, occupazioni ne ha viste (e vissute) davvero parecchie. Ma ripercorriamone qualche tappa insieme. L’edificio originale risale al 1842, quando Dimitriou, ricco mercante greco stabilito a Trieste, decide di costruire qui la sua residenza di famiglia, affidandone l’incarico all’architetto danese Teofilo Hansen, che con i suoi disegni ha influenzato l’estetica di tanti altri edifici ottocenteschi della città. Nel 1874 si fece sempre più impellente la necessità di alloggi di lusso per i ricchi viaggiatori provenienti dall’Occidente, e decise di convertirlo in hotel. Nel 1874 la casa viene comprata da Savas Kendros che, entrato in società con Stathis Lampsas, la trasforma in albergo con il suo attuale nome.
Lampsas, che ha iniziato come assistente di un droghiere prima di passare alla cucina del palazzo reale greco e, in seguito, come maître d’hôtel di uno degli uomini più ricchi di Francia, è considerato il padre dell’ospitalità greca. “Quello che il Ritz è per Parigi, Lampsas è per Atene”, osservava la rivista Xenia nel giugno 1949.
Uno scatto del 1910. Photo courtesy Hotel Grande Bretagne
Nel 1896 l’albergo diventa famoso ospitando gli atleti stranieri e il Comitato Olimpico della prima Olimpiade moderna. L’Hotel Grande Bretagne è all’avanguardia. È stato il primo edificio in Grecia, se non in Europa, equipaggiato con un sistema di climatizzazione centralizzato realizzato negli anni ’30. Poco prima della Seconda Guerra mondiale il sotterraneo diventa sede del comando generale dell’esercito. Durante gli anni della Seconda Guerra mondiale è la sede del comando tedesco, e successivamente inglese. Dopo la liberazione lo visita Winston Churchill, che qui subisce un attentato dinamitardo. Nel 1956 viene demolita la vecchia casa Dimitriou e l’architetto Kostantinos Voutsinas costruisce un edificio di sette piani con la facciata identica alla vecchia casa. Nel 1966 si aggiungono due piani e così l’Hotel Grande Bretagne assume l’attuale fisionomia. Negli anni diventa il luogo di ritrovo delle celebrities che passano in città. Da Maria Callas (che nel 1960 dormì qui mentre si esibiva con la Norma) a Greta Garbo, da Elizabeth Taylor a Sophia Loren, tutti soggiornano qui, ancora oggi. È un ritrovo per gli spettatori prima e dopo il teatro ed è anche il luogo in cui le ricche famiglie ateniesi celebrano le nozze. Insomma, la storia dell’hotel è costellata di avvenimenti, di cadute e di rinascite. Episodi e tappe che sono stati abilmente raccontati in un bellissimo documentario, presentato lo scorso aprile, in una serie di esposizioni multimediali, in un libro sulla sua storia e nelle visite guidate “Grand History” dedicate all’arte e “Always Grand experiences”, con un giornalista e un esperto di Atene che evidenziano i legami tra l’hotel e la città. Ma non finisce qui. Per il suo anniversario, l’hotel propone ai suoi ospiti anche le esperienze culinarie “Grand Taste”, preparate dall’Executive Chef dell’hotel due volte premio Michelin Asterior Koustadis, che rivelerà piatti dell’anniversario e ricette rivisitate del passato.
La Royal Suite, tra mito e leggenda
La Royal Suite dell’Hotel Grande Bretagne.
“Dopo il Partenone, l’edificio di Atene più conosciuto dagli stranieri è l’Hotel Grande Bretagne”, scrive René Puaux in Revenons en Grèce nel 1932. Hotel Grande Bretagne è stato anche punto di ospitalità ufficiale greco, e ha ospitato nel corso degli anni sovrani e personaggi di spicco. Costantino di Grecia, cugino di secondo grado di King Charles III e padrino dell’erede
Prince William, era solito avere la propria suite e il proprio maggiordomo nell’hotel ogni volta che visitava Atene. Con una superficie di oltre 400 mq, la Royal Suite è un’opera d’arte datata ottocento. La vista è spettacolare sugli antichi monumenti di Atene, come l’Acropolis e il Lycabettus Hill. Ai fortunati che soggiornano nella Royal Suite è riservato anche l’accesso esclusivo alla fornitissima cantina, con una scelta di oltre 300 etichette internazionali e locali da degustare.
Essendo uno dei pochi hotel al mondo con 150 anni di servizio ininterrotto, si è guadagnato una posizione venerabile nella società cittadina, mentre la sua reputazione di geniale ospite di capi di stato, reali e personaggi di fama mondiale è rimasta immutata nel tempo.
Un anno pieno di esperienze, sempre grandiose
Nel 2024, il mito dell’hotel leggendario si compie. Qui al “GB”, come lo chiamano tutti, si respira lo spirito aristocratico di un tempo, ma con una voglia di cambiamento. Nel Winter Garden, mentre il pianoforte suona arie delicate, nel nuovo Rooftop vista Acropoli, così affascinante e nostalgico allo stesso tempo, la Grande Dame sembra pronta a vivere una nuova era. Dove il presente è l’ennesima reincarnazione di un’anima nata qui più di cent’anni fa.
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