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La seconda vita di un appartamento a Milano arredato in stile Japandi
Come trasformare un ambiente vuoto in una casa che rispecchi davvero i suoi proprietari? Ce lo spiega l’architetto Rossella Corica che, attraverso l’armonia dello stile Japandi, ha saputo dare vita al sogno di una giovane coppia.
Ludovica Stevan
Stile Japandi: quando la soluzione è nella semplicità! La seconda vita di un appartamento di 90 metri quadri a Milano.
C’è chi, come l’architetto Rossella Corica, vede oltre le pareti vuote. Immagina gli spazi prima ancora che esistano. E sa esattamente come trasformare quattro mura in un luogo che racconta una storia. E poi c’è chi, come Gessica e Massimo, una giovane coppia di commercialisti abituata a destreggiarsi tra bilanci, calcoli e strategie fiscali, che di fronte a un appartamento completamente da progettare si trova in difficoltà. Per loro, abituati a ragionare con logica e precisione, immaginare spazi, colori e atmosfere non è così immediato.
Se è vero che, quando mancano le idee, la semplicità è sempre la scelta vincente, questo appartamento ne è la prova. Qui, a catturare lo sguardo, un mobile tv sospeso nei delicati toni del tortora, un pezzo unico realizzato su misura, nato dall’estro e dalla visione dell’architetto Corica.
L’inizio della trasformazione in 90 m2
Da dove cominciare? Dai materiali? Dalla scelta dell’arredo? O forse dai piccoli dettagli che fanno la differenza?
Come trasformare un ambiente vuoto in una casa che li rappresenti davvero?
Perché costruire una casa non è solo una questione di calcoli e precisione, non si tratta solo di funzionalità. Serve intuito, visione, quella capacità di guardare oltre l’ovvio. Ed è proprio questa dote che ha portato Gessica e Massimo a fidarsi di Rossella, e a lasciarle carta bianca nella realizzazione del loro sogno: un appartamento di 90 metri quadri a Milano
Una piccola nota di colore la troviamo in “Eclisse” la lampada da tavolo di Vico Magistretti per Artemide, vincitrice del Compasso d’Oro nel 1967, sapientemente posizionata sull’opera di falegnameria.
Un ambiente semplice con colori neutri
Quando non si ha un’idea chiara di come progettare casa, la soluzione migliore è la semplicità. «Avendo una personalità poco incline alla creatività (come è naturale, considerando la loro professione, senza la quale molte persone non saprebbero come orientarsi, n.d.r.), i due giovani commercialisti si sono affidati completamente al mio stile, approvando ogni mia proposta». Rossella, per sua forma mentis, ha cercato di mettere a disposizione le sue conoscenze per rendere l’appartamento non solo funzionale e vivibile, ma anche in armonia con uno stile Japandi. «Uno stile nel quale mi ritrovo pienamente».
A impreziosire l’ambiente con un tocco di colore, sempre declinato nei toni del rosso, ci sono le sedie con struttura tubolare "Tata Young" di Pointhouse.
A illuminare il tavolo di Kave Home è “Frisbi”, l’iconica lampada a sospensione di Achille Castiglioni per Flos. Sullo sfondo, il divano LeComfort.
«Sin dal primo sopralluogo ho capito che la sfida più grande sarebbe stata portare la luce dentro casa. La mia idea era di creare spazi aperti ma ben definiti, dando respiro alla zona living e alla cucina senza perdere la loro identità». La soluzione? Un abbassamento strategico del soffitto per separare gli ambienti senza ricorrere a muri, accompagnato da una palette cromatica capace di giocare con i volumi e l’intensità luminosa.
Il concept è così un’ode allo stile Japandi, una fusione tra il minimalismo giapponese e la calda accoglienza del design scandinavo.
Amo costruire un linguaggio visivo con materiali naturali e toni neutri, cercando un equilibrio tra funzionalità ed emozione.
Rossella Corica
Così come le sedie che circondano il tavolo da pranzo, anche gli sgabelli in cucina appartengono allo stesso modello, "Tata Young" di Pointhouse, questa volta declinati nei toni scuri.
Un arredo informale ma… pensato su misura
Tutti i mobili principali, dalla cucina alle madie, dai contenitori alle colonne a giorno, sono stati progettati su misura e realizzati da un falegname, trasformando la casa in un’opera di artigianato su misura.
Accanto a questi pezzi unici, una selezione di complementi d’arredo raffinati completa il quadro: le sedie Tata Young di Pointhouse, il divano di LeConfort e il tavolo firmato Kave Home definiscono il living, mentre il letto e l’armadio San Giacomo danno carattere alla zona notte.
La cucina, così come la maggior parte dei mobili presenti in casa, è stata realizzata su disegno dell’architetto grazie a un meticoloso lavoro di falegnameria.
Anche le colonne a giorno e le mensole, visibili in foto, sono il risultato dell’estro creativo dell’architetto e della maestria artigianale dei falegnami.
Quando l’illuminazione dona un tocco in più
L’illuminazione gioca un ruolo chiave nel progetto. Il lampadario “Frisbi” di Achille Castiglioni per Flos e il binario in soggiorno di Rossini Illuminazione creano giochi di luce sofisticati, mentre le iconiche applique a parete “Tolomeo”, di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide, donano un tocco di eleganza discreta.
L’effetto finale è uno spazio bilanciato, dove ogni elemento dialoga in perfetta sintonia con l’insieme. L’intero progetto si muove così nel segno della coerenza e della personalizzazione, restituendo ai proprietari una casa che non è solo bella, ma anche profondamente vivibile.
In camera, il letto firmato Sangiacomo è illuminato ai lati dalle iconiche applique a parete “Tolomeo” di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide. Sul comodino, a donare un tocco di design senza tempo, “Timor”, il calendario perpetuo di Enzo Mari per Danese.
Un libro come fonte di ispirazione
Alain de Botton, nel suo libro “Architettura e felicità”, scrive che: “A ciascun edificio chiediamo non soltanto che assolva a una certa funzione, ma anche che abbia un certo aspetto e contribuisca a creare una precisa atmosfera: di religiosità o di cultura, di semplicità o di modernità, di lavoro o di vita familiare. Magari pretendiamo che ci trasmetta sicurezza o entusiasmo, armonia o morigeratezza. Magari speriamo che stabilisca un legame con il passato o simboleggi il futuro…”
«L’architettura ha questo potere. Il potere di influenzare il nostro stato d’animo: in questo progetto, questa verità prende forma in uno spazio che ispira calma, armonia e intimità».
In bagno, così come nel resto della casa, i colori sono neutri, per un’atmosfera rilassante ed equilibrata. A impreziosire l’ambiente è l’interno doccia, valorizzato da un raffinato gioco di mosaico.
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