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Entriamo nella famosa Casa Semienterrada, un gioiello dell’architettura sostenibile in Spagna (che ora ha un nuovo proprietario e un nuovo futuro)
La Casa Semienterrada (semisepolta) progettata da Javier Barba a Maresme ha un nuovo proprietario: il designer e artista digitale Ezequiel Pini. Insieme stanno reimmaginando una seconda vita per questo progetto degli anni ’80, pioniere dell’architettura sostenibile.
Javier Barba ed Ezequiel Pini chiacchierano mentre passeggiano sulla copertura vegetale del tetto.
Nel salone, un pouf
di Oscar e Anna Maria Niemeyer, realizzato in Brasile nel 1971 da Tendo Brasileira (Side Gallery).
Una casa in Spagna, icona della sostenibilità
Progettata dall’architetto barcellonese Javier Barba nel 1986 nella regione del Maresme, è la sua prima residenza
bioclimatica
. La casa, che scompare nel paesaggio di una
zona costiera
montuosa, è stata una rivoluzione. Si trova su un terreno in pendenza, con una strada in cima e vista su una pineta e sul Mar
Mediterraneo
. Barba aveva camminato sul sito per giorni, «mattina, mezzogiorno e sera, per capire la geografia e la vegetazione», ricorda, fino a giungere alla conclusione che una casa semisepolta con un tetto vegetale sarebbe stato il modo migliore per integrare l’edificio nell’ambiente. La sua intenzione è sempre stata quella di «creare una facciata drammatica ed emozionante che non interferisse con il paesaggio, che fondesse la sua materialità con le rocce granitiche», assicura.
La casa si connette con la natura influenzando il modo di vivere delle persone.
«La mia intenzione è stata quella di creare una facciata drammatica ed emozionante che non interferisse con il paesaggio».
Javier Barba
Un edificio nascosto nel verde
Le pareti in cemento mescolate con quarzo, feldspato e mica creano un effetto pietroso, accompagnato da piante autoctone della regione. Il fatto che sia nascosta significa anche che l’energia intrinseca viene utilizzata in modo più efficiente. In questo senso, si ricollega all’architettura tradizionale, «dove l’edificio si adatta al contesto e allo stile di vita dei suoi abitanti, e la connessione con la natura trasforma il modo in cui il luogo è abitato», prosegue l’architetto, fondatore dello studio BC Estudio Group. La mimesi è tale che, durante la costruzione, un turista è entrato di notte e ha piantato una tenda sul tetto, pensando che fosse un terreno abbandonato.
Il grande soggiorno semicircolare è il punto focale della casa. Le camere da letto, la cucina e la sala da pranzo sono collocate all’interno di diversi volumi rettangolari a gradoni rivolti a sud, per godere della vista sul Mediterraneo .
Una vera e propria opera d’arte architettonica
«La mia prima impressione è stata quella di trovarmi dentro un’opera d’arte. Quando sono arrivato sono rimasto ipnotizzato dall’ambiente, tanto da dimenticare che stavo venendo a vedere una casa. Per entrare ci si immerge nella natura, che ha un che di magico», racconta Ezequiel Pini. Per lui, la sostenibilità è un principio che va oltre i materiali o le energie rinnovabili. «Si tratta di creare spazi e oggetti che si integrino con l’ambiente e ne rispettino il ritmo», spiega. La casa ospiterà anche lo studio dell’artista su un terreno adiacente. «Voglio che il mio lavoro in questo luogo si espanda in sintonia con l’ambiente, utilizzando diversi media, con confini sempre più sfumati. Vorrei che il digitale non solo completasse la casa, ma la trasformasse».
Particolare del soggiorno, che mantiene la struttura e l’arredamento originali.
In armonia con la natura e le stagioni
Così, pensa a sculture che cambiano in tempo reale con le condizioni atmosferiche o le stagioni e interagiscono con le rocce senza essere percepite come un’interruzione. «Ci stiamo avviando verso un mondo sempre più ibrido. La creazione di vegetazione immaginaria mi dà una sensazione simile a quella che provo quando curo una pianta; diventa una pratica meditativa».
«La prima impressione è stata quella di trovarmi in un’opera d’arte. Per entrare ci si immerge nella natura, che ha un che di magico».
Ezequiel Pini
All’esterno, la piscina sembra anch’essa fare parte dell’ambiente naturale circostante, con le grandi rocce granitiche.
Non solo natura ma anche tecnologia e innovazione
L’architetto e il proprietario condividono il rispetto per la saggezza della natura e la passione per l’innovazione. Barba è stato un pioniere dell’architettura sostenibile e Casa Riera ha rappresentato un punto di svolta nella sua carriera. Oggi, le sue parole dimostrano che il suo studio (dove continua a lavorare con i figli) rimane all’avanguardia: «In un futuro non troppo lontano, i nuovi materiali ci permetteranno di costruire più velocemente e di avere una maggiore efficienza energetica, ma è anche fondamentale promuovere la conservazione dell’ambiente e le pratiche edilizie responsabili». Per Pini, l’incontro con l’architetto è stato un privilegio: «Javier Barba è molto generoso con il suo sostegno e il suo coinvolgimento nel ripensare l’edilizia abitativa e proiettarla nel futuro. Parliamo la stessa lingua. Noi creativi piantiamo semi in un determinato momento, ed è bello vederli rinascere anni dopo, come in questo caso».
Javier Barba ed Ezequiel Pini chiacchierano mentre passeggiano sulla copertura vegetale del tetto.
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