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La casa veneziana di Fabrizio Plessi è stata costruita pensando agli elementi della vita A pochi passi da Rialto, una dimora del XV secolo ospita, al piano nobile, il celebre artista Fabrizio Plessi e sua moglie Carla.
La sala centrale della casa, il “portego” nella tradizione veneziana, collega tra loro studio, cucina e zona notte. Immerso nella luce, che proviene dalle ampie finestre alle estremità del salone, domina un Buddha ligneo, statua cinese del XIV secolo. Alle sue spalle un gigantesco ficus benjamin, che segue Fabrizio e Carla da trentasette anni. Tra le colonne lignee del Settecento francese, un mobile disegnato da Fabrizio Plessi, su cui poggiano un cavallino ligneo indiano e una collezione di otri africani in terracotta.
La casa veneziana di Fabrizio Plessi e di sua moglie Carla, a pochi passi dal Ponte di Rialto a Venezia, è il simbolo del loro grande amore, un luogo dove rifugiarsi dal mondo. Specchio delle memorie di una vita e di infiniti viaggi insieme.
Nelle favole l’incantesimo si dissolve a mezzanotte. Ma Carla Plessi, principessa moderna, ha riscritto il finale della più classica delle fiabe e l’uomo della sua vita l’ha incontrato a una festa veneziana proprio allo scoccare della dodicesima ora, quando Fabrizio Plessi, artista e geniale pioniere della videoarte, le è apparso davanti agli occhi e per entrambi, lei ventenne, lui il doppio dell’età, è stato amore grande.
Vicino a Rialto, in un palazzo del XV secolo, vivono Fabrizio e Carla Plessi. Nel giardino, un nespolo e una palma.
La casa di Fabrizio Plessi, un luogo dove rifugiarsi dal mondo
Di questa magnifica storia la casa di Fabrizio e Carla, a pochi passi da Rialto, è lo specchio tanto riflette memorie di una vita e di infiniti viaggi insieme. Una casa, dice Carla, per ritrovarsi e riposare, magari anche dalle fatiche della nuova mostra di Fabrizio, Nero Oro, aperta alla Fondazione Alberto Peruzzo a Padova. Una casa che è di per sè memoria veneziana, essendo stata per secoli dimora della nobile famiglia dei Sanudo e tra gli antenati c’erano storici e geografi. Una casa, ancora, dove crescono magicamente colonne.
Lo studio e sala da pranzo delimitati da una coppia di librerie che si specchiano. Divani Dom Edizioni, lampada Tolomeo, Artemide.
Un amore a prima vista È il motto di famiglia, essere colonna uno per l’altro. Nella geometria sentimentale di Carla e Fabrizio, uniti da trentaquattro anni e due figli, questo palazzo è entrato due decenni fa. Fabrizio scettico all’inizio, Carla entusiasta, e aveva ragione lei non solo per il prestigio, piano nobile, ma per la rarità nella Serenissima di un’esposizione generosa a tutti gli elementi della vita: l’acqua, sorgente del pensiero di Fabrizio, la luce che illumina ogni ambiente e trasforma il pavimento di seminato in una superficie che riverbera a ogni ora del giorno, e la terra, quella di un piccolo giardino protetto dove cresce una palma, albero simbolo di questa coppia che ha vissuto a lungo a Maiorca.
Cucina di Arclinea in acciaio e boiserie in rovere, poltroncine Dom Edizioni, tabouret africano.
Un grande albero di ficus è il custode dell’armonia della casa. In assoluta libertà di spazio e pensiero, l’interno diventa esterno e un immenso ficus spande i suoi rami nel portego su cui si affacciano la cucina, lo studio, la zona notte. Come vogliono i testi sacri, l’albero protegge il Buddha e la sua sapiente serenità. Come ricordano le favole, qui si vive felici.
«Per noi, grandi viaggiatori, la casa è il perno dell’esistenza, il luogo dove torniamo e dove ci riconosciamo. E soprattutto è lo spazio dove possiamo esprimere quella necessità estetica che guida la nostra vita».
Carla Plessi
La sala centrale della casa, il “portego” nella tradizione veneziana, collega tra loro studio, cucina e zona notte. Immerso nella luce, che proviene dalle ampie finestre alle estremità del salone, domina un Buddha ligneo, statua cinese del XIV secolo. Alle sue spalle un gigantesco ficus benjamin, che segue Fabrizio e Carla da trentasette anni. Tra le colonne lignee del Settecento francese, un mobile disegnato da Fabrizio Plessi, su cui poggiano un cavallino ligneo indiano e una collezione di otri africani in terracotta.
Un altro angolo della sala centrale, sul tavolo antico, abat-jour a colonne francesi e tra i vetri, passione di Carla, una bambola Chancay del Perù.
«La nostra casa è tra terra e acqua, un affaccio sul canale, uno sul giardino, e ovunque c’è luce. E questo ci permette di vivere nella totalità degli elementi e di sentire la loro vitale complicità»
Carla Plessi
La camera da letto dei padroni di casa, separata dal dressing da una boiserie francese del ’700, trovata in un mercato delle pulci a Parigi, seconda città di elezione della coppia. Madonna lignea del XIV secolo.
Fabrizio Plessi, celebre per le sue video installazioni, posa nella sala centrale della casa, accanto all’opera Splash, del 2019. Il divano è un suo disegno degli anni ’70. Colonna francese del XVIII secolo. Porte antiche in legno intarsiato.
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