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La bellezza di Napoli e delle sue case nel film di Sorrentino, Parthenope, sembrano rivivere in questa penthouse dal fascino etnico. Pareti naturali color burro, complementi d’arredo in legno scuro, contaminazioni etniche e una terrazza mozzafiato con vista sul Vesuvio. Il progetto dello studio Aureum40 racconta il fascino delle case della pellicola di Sorrentino. Ludovica Stevan
Una penthouse a Napoli racchiude tutto il fascino delle case nel film di Sorrentino, Parthenope, ma con un tocco etnico.
«È impossibile essere felici nel posto più bello del mondo», recita uno dei protagonisti del film di Paolo Sorrentino Parthenope. Eppure, in uno degli angoli più affascinanti della terra, GiovanniMaria Santonicola e Francesco Vitiello, di Aureum40 studio, sono riusciti a essere davvero felici. Felici nel creare un progetto che non è solo una penthouse a Napoli, ma un invito a guardare oltre, a scrutare l’orizzonte, dove il mare si fonde con il cielo, proprio come nelle immagini evocative di Sorrentino, dove ogni angolo è una promessa di bellezza e di sogno.
Per le pareti è stata scelta una finitura con pittura materica sfrattonata a calce, che evoca l’idea di una casa nata dalla terra stessa. Pure, neutre e naturali, prendono vita e si arricchiscono con le opere scultoree che ne esaltano il carattere. In foto la riproduzione del busto del Laocoonte scovata in un mercatino di Napoli.
Un dialogo perfetto tra passato e presente. Tra sogno e realtà. Tra materia e fascino sensoriale. È nel cuore di Napoli, dove le tradizioni millenarie incontrano la modernità più raffinata, che nasce questa penthouse: 200 metri quadri interni più 180 metri quadri di terrazza. «Il nostro obiettivo era ridare vita a uno spazio che fosse più di una semplice casa: volevamo che fosse un invito alla contemplazione, un luogo capace di offrire non solo comfort, ma anche stimolare una riflessione profonda attraverso ogni materiale e forma», racconta il team di Aureum40.
Non solo imponenti sculture. A valorizzare l’effetto naturale delle pareti contribuisce anche la calda venatura del palissandro che, attraverso battiscopa e soffitti, disegna linee eleganti e armoniose, richiamando i principi dei moduli giapponesi. Qui, lo sgabello di 101 Copenhagen. Rimandi all’architettura giapponese
Il primo passo è stato quello di armonizzare la struttura esistente con un linguaggio architettonico che richiamasse le tradizioni ma, al contempo, fosse capace di proiettare gli spazi nel futuro. L’intervento più interessante, e che conferisce carattere alla casa, è la scelta delle finiture delle pareti: trattate con una pittura materica sfrattonata a calce, creano l’illusione che la casa stessa nasca dalla terra circostante. Questo effetto naturale è accentuato dalla venatura calda del palissandro, che, attraverso battiscopa e soffitti, traccia linee delicate e raffinate che sembrano rimandare ai principi dei moduli giapponesi. La casa diventa un’armoniosa fusione di estetica e funzionalità, dove ogni elemento ha una sua storia da raccontare.
Nel soggiorno, così come nel resto della casa, prevalgono i toni naturali. Li ritroviamo nel divano modulare Minotti, rivestito in lino Dedar, nei tavolini in marmo di produzione artigianale e nel tavolo in legno di Ars Home Collection. Il tutto valorizzato dalla luce soffusa delle applique Eichholtz.
Mentre si attraversano le stanze, ci si rende conto che ogni angolo della casa è stato progettato per raccontare storie lontane, come in un viaggio senza tempo. Gli interni sono un vero e proprio mosaico di esperienze, dove materiali e complementi d’arredo sembrano parlare lingue diverse, ma si fondono insieme in un’armonia perfetta. La casa si trasforma così in un contenitore di ricordi, ma anche in un luogo che stimola la curiosità.
In sala da pranzo, a dominare la scena è il grande tavolo in legnoVersmissen, illuminato dalla lampada a sospensione Aromas del Campo. Tra le due madie, sullo sfondo, una scultura africana è in terra cruda smaltata.
Purezza materica: palissandro, lino e travertino
Le zone comuni sono dominate da un mix di palissandro, lino e travertino, materiali che, pur appartenendo a culture diverse, trovano il loro equilibrio nell’interno. «La scelta del travertino è stata una decisione meditata: questo materiale parla di storia, di tradizione, ma al contempo porta con sé una sensazione di modernità e purezza», affermano i progettisti. Il pavimento della zona notte, in travertino posato a correre con tozzetti in noce scuro, richiama l’immagine di sentieri antichi, percorsi dai viaggiatori nel corso dei secoli.
In camera da letto, protagonista è la pavimentazione in travertino. Al centro, il letto matrimoniale di Ars Home Collection, rivestito in tessuto Nyul di Dedar. Completa l’ambiente la lampada, anch’essa di Ars Home Collection, con paralume in tessuto Dedar.
Sempre nella camera da letto padronale, una boiserie in palissandro incornicia un raffinato parato in fibre intrecciate, aggiungendo texture e profondità all’ambiente.
La penthouse a Napoli dal fascino etnico
La forte impronta etnica del progetto è evidente in ogni dettaglio, come le porte e gli armadi rivestiti in fibre di juta con disegni ikat. Ogni elemento di design – dai mobili su misura con influenze Art Déco agli accessori etnici – racconta una storia di artigiani e terre lontane. Il risultato finale è uno spazio che non solo accoglie, ma stimola i sensi, invitando l’osservatore a perdersi nei suoi dettagli.
La forte impronta etnica del progetto è evidente in ogni dettaglio, come le porte e gli armadi rivestiti in fibre di juta con disegni ikat.
L’influenza etnica si ritrova anche nell’armadio a scomparsa, rivestito in seta. Qui, una parete divisoria è stata realizzata con gli elementi Celosia di Patricia Urquiola per Mutina, valorizzata dalla luce di un’applique Maytoni. In primo piano, lo sgabello Brutus Stool - Coffee, firmato da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl per 101 Copenhagen.
Nel lungo corridoio, non solo gli armadi, ma anche le porte diventano protagoniste, rivestite in fibra di juta o impreziosite da raffinati motivi ikat. A donare ulteriore profondità allo spazio sono i rivestimenti e le cornici sulle pareti, arricchiti con This Must Be the Place di Dedar, un tessuto che con la sua texture evoca la preziosità di un arazzo.
Il bagno, tra tessuti e materiali pregiati.
La magia del terrazzo sui tetti di Napoli
Ma è all’esterno che la casa svela il suo segreto più profondo, quello che trasporta davvero l’anima in un viaggio interiore. Il terrazzo, ampio e affacciato sul panorama mozzafiato di Napoli, si trasforma in un rifugio di contemplazione. «Abbiamo pensato a questo spazio come a un prolungamento della casa, un luogo dove i confini tra l’interno e l’esterno si dissolvono», spiega il team di progettazione. Qui, sotto un pergolato in legno dai dettagli sapientemente curati, lo sguardo può perdersi nell’incredibile vista del Vesuvio, creando l’illusione di essere in un luogo lontano, pur rimanendo nel cuore pulsante della città.
La parete vetrata che conduce al terrazzo spalanca la casa su una vista mozzafiato della città di Napoli.
Gli arredi del terrazzo, tra cui lampadari outdoor Calypso di Contardi e sgabelli e tavolini di Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl per 101 Copenhagen, sono pensati per fondersi con la natura circostante, ma con un tocco di eleganza moderna. Il lampadario Aromas del Campo, con il suo design ricercato, aggiunge un tocco di luce, creando un’atmosfera magica e avvolgente. In questo spazio si percepisce la capacità della casa di far viaggiare l’immaginazione, pur restando ancorata al territorio che l’ha vista nascere.
Qui si instaura un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra soggiorno e terrazzo. A separare con eleganza i due spazi, i tendaggi in velluto Tiger Mountain di Dedar. Protagonista del terrazzo è un grande tavolo artigianale, circondato dalle sedie di Ars Home Collection, mentre sopra, le lampade Calypso di Contardi aggiungono un tocco di luce sofisticata.
La combinazione tra la bellezza degli arredi e la vista impagabile del Vesuvio fa del terrazzo un luogo di riflessione, ma anche di evasione. Eppure, proprio come in ogni angolo della casa, l’impressione è che il viaggio non finisca mai. Ogni sguardo, ogni dettaglio, ogni materia è un invito a scoprire nuovi orizzonti. Così, pur rimanendo fermi nella propria casa, è come se ci si potesse spingere verso terre lontane, reali o immaginate. La casa è davvero un viaggio senza fine, dove il tempo sembra sospeso e la bellezza diventa una costante.
La vista dal terrazzo è unica. Da qui si può ammirare il Vesuvio in tutto il suo splendore.
In questa dimora, dove il design incontra la cultura e la tradizione, ogni elemento è una porta che si apre su un nuovo mondo da esplorare, un capitolo in più di un racconto che continua a vivere, e che invita ogni ospite a perdersi in un sogno senza fine.
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