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马克斯 · 新旧融合的餐饮空间

2017/05/29 00:00:00
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Nasce in provincia di Napoli il nuovo Markus (inaugurato il 23 aprile 2017) dove il bilanciamento tra vecchio e nuovo, i contrasti di forme e materiali e le alternanze di luci e ombre, diventano l'espressione massima di Maurizio De Riggi, grazie alla riuscita interpretazione dell'architetto Leonardo Caliandro.
Il suo progetto è nato dall’intesa tra i due: "dopo le prime parole scambiate con Maurizio e la sua volontà di inserire il vecchio lavatoio in cemento di sua nonna come lavandino, ho capito che sarebbe stato un progetto che doveva raccontare le scene di un viaggio, una storia che riassumesse il sottile equilibrio dei contrasti tra passato e futuro".
Due diverse sale comunicanti e una piccola cucina a vista con altezze che superano i 4,5m diventano il nuovo palcoscenico di questa cucina mediterranea reinterpretata.
Le altezze importanti hanno permesso di raccontare lo spazio attraverso delle diverse scenografie, ogni parete è una storia che dialoga in continuità con le altre: quella all'ingresso con solo tre grandi portefinestre ciascuna sormontata da un oblò, diventa un sipario teatrale dove le tende di velluto bordeaux creano le alternanze di luci e ombre che si riflettono sul muro di fronte.
Tra le aperture che conducono da una parte alla cucina e dall'altra ai bagni, si presenta una fantasia di piatti, orologi e specchi, ottone, porcellane e ferro cerato, che ricordano le antiche pareti della cucina di campagna della nonna.
A dividere e chiudere i due spazi, tre pareti trasversali più piccole, ma ricche di connotazioni a tutt'altezza: la prima ricoperta da doghe di frassino olivato invecchiato, che continuano anche a disegnare il soffitto sotto forma di lamelle, rievocando le vecchie locande del borgo. La seconda, rivestita da carta da parati, è un'esplosione di fogliame tropicale a scala gigante nelle tonalità del nero e del verde bosco.
Infine la terza, frapposta fra le due precedenti e che divide le due sale, rappresenta un diaframma neutro, una parete nuda, una pausa visiva di colore grigio con leggere tramutare di intonaco effetto tessuto, dove un solo arco centrale, già presente all'interno dello spazio prima dell'intervento, è l'unico passaggio fra le due sale, che incornicia visivamente da un lato il fogliame della carta da parati, dall'altro le doghe di legno.
Una piccola cucina a vista con solo due posti a sedere per degustare i piatti dello chef conversando direttamente con lui, è contraddistinta da rivestimenti in piastrelle diamantate lucide bordeaux e arredi e vetrate in ferro cerato. Gli arredi delle due sale sono gli attori principali del teatro dei contrasti del Markus: la sala più grande e formale, apparecchiata con lunghe tovaglie di lino grigio presenta 5 tavoli e 14 sedute di design ognuna diversa dall'altra, per forme e materiali, ma accomunate da un unico colore, il nero.
Ogni seduta ha un nome e si distingue dalle altre rompendo gli schemi canonici di una sala da ristorante tradizionale. Nella sala più piccola e informale, invece, aldilà dell'arco, si trova un grande tavolo conviviale in frassino olivato invecchiato che poggia su basi in lastre di ferro cerato; sullo sfondo l'esplosione visiva della carta da parati mentre le 8 sedute, 4 per parte, sempre nere e tutte uguali, riportano al rigore la fantasia di forme presenti nella stanza.
Le atmosfere intime degli spazi sono determinate dai due diversi sistemi di illuminazione delle due sale: in quella più grande piccoli faretti neri a binario nascosti nel controsoffitto illuminano puntualmente i tavoli, mentre, un carillon di 6 lampade di ottone a sospensione, è posto nel centro della stanza; nella sala più piccola, invece, una lunga trave sospesa in ferro cerato nasconde la fonte di illuminazione mentre un gomitolo di cavi elettrici e piccoli bulbi si aggrovigliano su di essa.
Infine, il percorso dei bagni, che presentano porte come ante di un vecchio armadio, conduce al grande lavatoio in cemento, valorizzato dalla sua parete di fondo rivestita di piastrelle diamantate lucide di colore verde bosco; appeso al soffitto, un grande specchio circolare d'ottone con piccolo pantografo scende dall'alto, come la lunga lampada d'ottone a sospensione a destra del lavatoio, creando così un equilibrio di forme, luci e colori, molto suggestivo e scenografico.
Il progetto, come una pièce teatrale, si presta alle diverse interpretazioni e letture, che ognuno degli ospiti del Markus potrà scoprire durante la durata della cena: dai riflessi negli specchi a muro, alla matericità delle pareti, dalla costruzione delle lampade innestate nei pezzi di arredo, all'inserimento di elementi riconoscibili del design italiano.
Sono questi gli interpreti di una rappresentazione visiva e sensoriale con la degustazione dei piatti dello chef, che ogni giorno vanno in scena.
Markus oggi rappresenta il racconto di un sogno: la casa perfetta per la cucina creativa e inaspettata di Maurizio De Riggi. In un gioco di forme e contrasti, luci e ombre, una sorta di danza leggera tra elementi diversi in un equilibrio riuscito tra arte, installazione, cucina e design.
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