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Ristrutturare a Venezia è una strana esperienza, soprattutto per un architetto abituato a operare su terraferma. Oltre alla mancanza di strade, che fanno riconsiderare in chiave diversa tutta la movimentazione dei materiali e delle forniture, lavorare con la falda d'acqua a - 60 cm è piuttosto inquietante e sorprendente; questo infatti provoca che ad ogni variazione dei carichi (la demolizione della scala, dei tavolati, lo scavo per la fossa chimica), ci sia un riequilibrio su quello che dai tecnici veneziani viene considerato una sorta di "materasso ad acqua", cioè il suolo intriso della laguna. Il secondo problema è ovviamente l'umidità, che penetra ovunque, soprattutto per risalita. Infine la dispersione termica, essendo i muri piuttosto sottili (30 cm).
La parte più importante del progetto è stata quindi quella di creare un vespaio a ventilazione forzata che, unitamente al riscaldamento a pavimento, mantiene l'aria, sotto la quota di pavimento, più asciutta.
Il piano terra è open space con pochi tavolati in modo da eliminare ogni possibile risalita dell'umidità.
La controparete interna perimetrale ventilata, oltre ad isolare termicamente l'edificio, contribuisce a mantenere i muri asciutti.
La diversa distribuzione interna e la demolizione del controsoffitto in cannicci e calce esistente hanno permesso di avere maggiore altezza, aria e luce all'interno degli spazi. La ventilazione del tetto a doppia struttura con camera d'aria favorisce di molto la vivibilità interna.
Year 2016
Work started in 2014
Work finished in 2016
Main structure Masonry
Client Privato
Contractor SEI RESTAURI , MARGHERA
Cost 150000
Status Completed works
Type Single-family residence / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of façades / Structural Consolidation / Building Recovery and Renewal
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